Computer Music in aiuto alla composizione corale e musicale

L’esperienza del gruppo sing out Bologna

Ottobre 1998

ll gruppo sing out Bologna ha ripreso nel corso del 1997 la sua attività culminata per un concerto di beneficenza tenuto presso il Teatro Bellinzona in Bologna il 13 Giugno 1998 alla presenza di circa 400 spettatori.

I brani proposti, seppur datati al periodo degli anni 60 e 70, sono stati totalmente rivisitati e riprogettati tanto per la parte musicale che per quelle corali, mettendo in evidenza come, a partire da buon impianto iniziale delle canzoni, sia possibile ottenere un risultato di buon livello proponibile anche a molti anni di distanza come peraltro riscontrato dal lusinghiero successo riportato in occasione del concerto.

Il gruppo sing out Bologna, costituito da 15 coristi e 9 musicisti, ha iniziato a provare costantemente da Ottobre 1997 impegnando i coristi una volta alla settimana mentre i musicisti hanno iniziato a provare da Aprile 1998 una/due volte alla settimana.

Poiché la tipologia dei brani proposti dal gruppo sing out Bologna abbisogna anche di strumentazione elettrificata si è subito posto il problema tecnologico, logistico e organizzativo delle prove:

  1. tecnologico: ovvero in termini di apparecchiature ed attrezzature elettriche-elettroniche o, comunque, per problemi derivanti dall’amplificazione sia vocale che di strumentazione acustica;
  2. logistico: ovvero conciliare il luogo dove si provava con la produzione di livelli di rumore compatibili;
  3. organizzativo: connesso alla capacità di installare e, successivamente, disinstallare le varie attrezzature in tempi che si rivelavano certamente significativi.

Posto, poi, che tutte queste tre componenti del problema funzionassero, bisognava rendersi conto che il livello di costi per attivare l’intera operazione sarebbe stato molto alto (o, comunque, di gran lunga superiore alle capacità delle tasche del gruppo!) e, quindi, molto meglio sarebbe stato rivolgersi a strutture di “service” che, a costi tutto sommato contenuti, avrebbero permesso di garantire un buon livello di qualità del suono in occasione del concerto.

Rimaneva, comunque, il problema fondamentale: come provare coro e musica assieme.

Si è deciso, allora, di avvalerci delle tecnologie informatiche-musicali oggigiorno disponibili le quali, a costi tutto sommato contenuti, mettono a disposizione del musicista una serie di funzionalità di notevole interesse e, soprattutto, assicurano una restituzione del suono di qualità più che accettabile.

Con le funzionalità messe a disposizione dalla Computer Music abbiamo potuto progettare a tavolino i brani, produrre diverse ipotesi di strutture corali, di metrica, di strumentazione e, infine (cosa che si è dimostrata molto “produttiva”), portare il computer alle prove proponendo le diverse parti corali ai coristi con la possibilità sia di ascoltare le diverse parti che visualizzarle sul monitor sottoforma di spartito o “roll-piano”.

Pertanto, con una struttura tecnologica minima costituita da un mixer, due casse attive, un computer dotato di scheda audio con generatore di suoni di buona qualità e relativo software di gestione (sequencer), un paio di microfoni per i solisti, è stato risolto il problema prove coristi.

I vantaggi di questa metodologia si sono rivelati i seguenti:

  1. tutte le basi ritmiche (batteria e percussioni) e i cosiddetti “tappeti” (violini, organo, sequenze di note ripetitive, ecc.) sono state generate con il sequencer provvedendo a “colorare” le medesime
    con i classici effetti di riverbero e chorus;
  2. le altri basi musicali o sequenze strumentali soliste quali chitarra acustica, basso, armonica, flauto e violino, venivano prodotte dal vivo dai musicisti previa taratura dei livelli di volume con il mixer;
  3. i coristi e i cantanti solisti avevano l’opportunità di cantare ascoltando l’insieme delle due basi musicali eventualmente anche dotandosi di cuffie per un migliore ascolto;
  4. la restituzione dell’insieme veniva diffuso dalla coppia di altoparlanti producendo una qualità sufficientemente adeguata e vicina alla qualità che avremmo in seguito ottenuto in occasione del concerto;
  5. i coristi si abituavano a cantare a metronomo (con le basi midi non si sgarra!) rispettando la “quadratura” dei brani (attacchi, finali, ecc.).

Schema funzionale

Output del sequencer

tracce midi/audio

roll piano

spartito

midi sequencer

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